Un percorso verso l’autonomia professionale

La mia vita lavorativa da psicologo è stata tutto fuorché facile.
Dopo l’agognata abilitazione (novembre 2020) ho lavorato per 10 mesi come educatore professionale, guadagnando poco più di 7 euro netti all’ora.
Nei 3 anni successivi (2022-2024), ho fatto un dottorato, guadagnando nuovamente poco più di 7 netti all’ora.
In entrambi i casi, il lavoro era molto impegnativo, ed i miei sforzi non erano minimamente ripagati a livello economico o di riconoscimento sociale. In concomitanza, vivevo dovendo soppesare ogni centesimo (qui puoi trovare info sulla mia formazione, se interessato/a).

Durante il dottorato, a febbraio 2023, quasi per gioco, avevo cominciato a fare video di divulgazione psicologica su TikTok.
Ho visto che funzionavano. Oltre le visualizzazioni e i like, la cosa più importante è che la gente voleva fare dei percorsi con me. Mi arrivavano un po’ di richieste nei messaggi privati per avere consulenze.
Quando ho smesso di avere la borsa di studio (sul finire del 2024) ho dovuto prendere una scelta. Adattarmi a lavori che non mi avrebbero soddisfatto o provare a lanciarmi nella libera professione. Con tutti i rischi che ne derivavano.
In pratica, ho deciso di mettermi in proprio come psicologo clinico online basandomi solo sui miei profili, senza fare riferimento a nessuna piattaforma.
La paura è stata tanta.
I primi cinque mesi del 2025 non riuscivo a starci dentro con le spese e nel primo anno ho complessivamente perso 3000 euro rispetto al mio patrimonio iniziale. Più volte ho pensato di aver fatto una cazzata (se vuoi una backstory emotional a riguardo, guarda qua o qua).
Tanti miei colleghi disprezzavano l’uso di TikTok o Instagram e anche i miei genitori erano scettici. “Con un dottorato, fai i video su TikTok?”
I video su TikTok, però, mi hanno salvato.
I pazienti continuavano ad arrivare, in tanti, e dopo un po’, verso giugno/luglio del 2025, ho realizzato che avevo raggiunto l’autonomia economica.
Dopo circa un anno non era più solo autonomia ma era uno stipendio che mi aggradava.
E, alla fine, dopo più di 3 di anni di uso divulgativo dei social e dopo un anno e mezzo dall’apertura della Partita Iva sono arrivato a 100 richieste di trattamento e ho dovuto mettere la lista d’attesa per i miei pazienti.
Non riuscivo a seguirli tutti.
Questo tutto grazie ad un profilo TikTok (questo) ed un profilo Instagram (questo). Nota bene: da un po’ la comunicazione su questi profili non è più targettizzata esclusivamente ai clienti psicologici.

Questa non è però una storia motivazionale spiccia in salsa self made man, perchè quello che è successo a me con tutte le probabilità non succederà a te. Ognuno di noi è diverso e diversa è la sua storia.
Non voglio prometterti la luna, ma posso testimoniarti che so cosa significhi a) vivere con poco b) non essere soddisfatto esistenzialmente del proprio lavoro. Ma posso anche testimoniarti che è possibile farcela.
E’ per questo e per altri motivi che ho deciso di offrirmi come consulente per liberi professionisti che vogliano mettersi in proprio o ampliare la propria attività.

Cosa offre questo percorso
Nella mia via verso l’autonomia professionale, ho imparato attraverso un processo di prove ed errori una serie di competenze, che vanno ben oltre le “strategie di comunicazione”.

Il percorso che voglio offrire si dipana attraverso 10 dimensioni.
- Targetizzazione dei clienti
Con quali persone voglio lavorare? Qual è il mio cliente ideale? - Identità professionale
Perché una persona dovrebbe affidarsi a me?- Quali sono i miei punti di forza?
- Quali sono le mie debolezze?
- Che valore, sostanziale ed economico, ha quello che propongo?
- Competenze manifeste (Know-how)
- Relazione: come gestisco il rapporto con il cliente?
- Teoria: quali strumenti e modelli conosco?
- Tecnica: che strumenti pratici conosco?
- Struttura del percorso: che tipo di esperienza propongo e quanto dura?
- Verifica dell’efficacia: quando posso dire che il percorso ha funzionato?
- Identità digitale
Come traduco la mia identità professionale nel mio stile comunicativo e nella mia presenza online? - Reach dei clienti
Come raggiungo i clienti che desidero? - Creatività e “piano editoriale” dei contenuti
Sono creativo? Quali contenuti voglio creare? Come li voglio creare? Reggo una data frequenza di pubblicazione? - Gestione dei clienti in arrivo
Organizzazione operativa: comunicazione prima del primo incontro, form, sito, consenso informato, privacy, organizzazione dei dati. - Burocrazia e aspetti amministrativi
Solo se manca, conoscere le basi dell’ordine professionale, ENPAP, assicurazione, fatturazione e gestione fiscale (su questo non sono un tecnico, ma posso indirizzare eventualmente ai tecnici e offrire la mia esperienza pratica maturata anche questa su milioni di piccoli errori). - Esposizione
Come gestisco la visibilità pubblico, il giudizio, le critiche? - Problemi con i clienti
Gestione di conflitti, drop, rotture e momenti di difficoltà nel percorso, con una speciale menzione alle oscillazioni del cliente trovato online (alcune regoline fa davvero comodo averle a mente, soprattutto all’inizio).
Non esiste cura senza una certa dose di flessione.
Il prerequisito fondamentale è in ogni caso capire se è il momento giusto o no per buttarsi nella libera professione e cosa è ragionevole aspettarsi e cosa no a livello esistenziale ed economico in un dato periodo di tempo. Se si è già professionisti, capire cosa aspettarsi dalle proprie aspettative di ampliamento della clientela.
Come funziona il percorso?

Mi aspetto che ogni percorso duri non meno di 12/24 mesi.
Dopo il primo incontro, si deciderà se ha senso intraprendere il “viaggio” insieme.
Prevedo, per ogni persona, un totale di circa 10-20 incontri (variano molto in base a quello di cui ha bisogno il singolo).
In ogni momento il/la professionista è libero di ritirarsi dal percorso (si paga incontro per incontro), senza nessun “obbligo” di continuare.
Il percorso è diviso in 3 fasi. I primi sei mesi: avviamento, i secondi sei: stabilizzazione, il secondo anno: consolidamento. Eventualmente qualche incontro di follow up il terzo anno.
Alla fine di ogni fase saranno soppesati i risultati raggiunti e sarà valutato se ha senso continuare e in che direzione.
Tra una consulenza e l’altra, soprattutto all’inizio, saranno dati molti compiti pratici da fare a casa e ci si dovrà mettere in conto di mettersi in gioco.
Sottolineo che non ha nessun senso promettere risultati a priori in termini di numero di clienti o di fatturato e a me non piace vendere pentole.
Puntare sulla propria autonomia è necessariamente mettere in conto che si potrebbe andare incontro ad un fallimento.
Un concetto che amo è quello di trade-off, che viene dalla biologia evoluzionistica. Il trade-off stabilisce che ad ogni adattamento corrispondano costi e benefici. Il rischio di provare a mettersi in proprio è quello che non funzioni. Il vantaggio è che se va bene sei molto più libero.
Rimango tuttavia convinto che la conoscenza di Sè stessi in quanto professionisti ed esseri umani non sia un investimento a vuoto, e che questo percorso possa in ogni caso aiutare a focalizzare le aree di autonomia e competenza su cui puntare professionalmente nel lungo termine. Non solo online ma anche offline.
Perchè lo faccio?

Ho deciso di intraprendere questa nuova attività di consulente per diversi motivi.
Il primo motivo è che mi diverte diversificare rispetto alla mia attività di psicologo clinico.
Il secondo motivo è che voglio aiutare le persone a rendersi autonome.
Il terzo è che per me è lavoro.
Aiutare uno/a psicologo/a a rendersi indipendente è anche un piccolo atto politico di ribellione contro il capitalismo accentratore. Cerco di valorizzare i piccoli imprenditori, che scrivono le proprie regole e non devono adattarsi alla grandi piattaforme.
Rendere un professionista autonomo che attivamente attiri e selezioni i propri clienti è aiutarlo/a a non essere fagocitato/a dai grandi gruppi, che rischiano di svalutare economicamente il lavoro e di ingenerare una dinamica di quantità e non di qualità.
In un mondo che ci tiene schiavi dell’eterna dipendenza, della percezione di non essere mai all’altezza e di doverci costantemente appoggiare ad altri, essere autonomi è resistere.
Ci siamo, si parte?

Posso provare a trasmettere quello che ho imparato perchè lo ho scoperto sulla mia pelle, da solo, facendo un sacco di errori e perdendo un sacco di sonno (oltre che soldi).
Per questo motivo, so che questo servizio che sto offrendo ha un valore.
Se sei interessato/a, prosegui nella lettura e compilazione del form a questo link.
Compilare il form non comporta nessun obbligo a sostenere il primo colloquio.
Nota Bene: siccome sto cercando, parallelamente, di fare un pochino di politica professionale per i giovani psicologi sfruttati, al fine di evitare conflitti di interesse chiunque è attivo politicamente con me non sarà accettato come cliente in questo percorso.